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Prezzi dei carburanti: aumenti significativi e crisi petrolifera rumena
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Prezzi dei carburanti: aumenti significativi e crisi petrolifera rumena

26 dic 2025 · Aggiornato: 30 dic 2025
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Riepilogo
  • Crisi energetica romena alimentata da crisi globale e conflitto in Ucraina, prezzi in aumento
  • Importazioni 2021: Rompetrol, Lukoil e OMV Petrom dominano, petrolio dalla Russia e Kazakistan
  • La raffinazione totale è 12,9 mln t contro 13,8 mln t di consumo
  • AEI propone misure urgenti: ridurre IVA/accise, limiti ai margini, diplomazia energetica, protezione consumatori

La Romania affronta una crisi energetica accelerata dalla crisi economica globale e dal conflitto in Ucraina, con incrementi dei prezzi del greggio, delle materie prime e dei servizi che pesano sul costo della vita. Gli effetti si fanno sentire a livello globale, ma sono particolarmente acuti nei paesi meno sviluppati. Il paese sta vivendo un periodo di volatilità che potrebbe protrarsi a lungo.

La vita quotidiana è influenzata, beni e servizi hanno costi in aumento. Manifestazioni sempre più frequenti si registrano in diverse regioni. In base ai dati dell’I.N.S., nel 2021 la Romania ha avuto un consumo di 13.853,1 mila tonnellate di prodotti petroliferi, con una dipendenza dalle importazioni pari al 78%.

Reazione del governo di fronte alla crisi

La coalizione di governo sembra esitare di fronte a decisioni concrete di gestione della crisi. Inizialmente si è parlato di plafonare i prezzi, scelta che spesso comporta effetti avversi a medio-lungo termine.

Secondo l’Associazione Energia Inteligentă (AEI), ciò che va fatto in regime di urgenza include:

  • Riduzione dell’IVA e dell’accisa
  • Limitazione dei margini commerciali ai fornitori
  • Avviare una campagna di diplomazia energetica per identificare nuove rotte e fornitori di petrolio
  • Elaborare un piano urgente per i consumatori protetti

L’associazione avverte che «l’alternativa populista di fissare un tetto al prezzo equivarrebbe all’istallazione in pochi mesi di una penuria di carburanti in Romania».

Struttura delle importazioni di prodotti petroliferi

Le importazioni di prodotti petroliferi nel 2021 sono state realizzate da tre aziende dotate di raffinatori in Romania:

Rompetrol - riconosciuta come importatrice di greggio proveniente dal Kazakistan, ha importato 3.482 mila tonnellate tramite condotte russe fino a Constanța.

Lukoil - importatrice di greggio dalla Russia, ha importato 2.298 mila tonnellate.

OMV Petrom - importatrice di greggio sia dalla Federazione Russa sia dall’esterno, ha importato 1.044 mila tonnellate.

Capacità di raffinazione della Romania

Se consideriamo la capacità di raffinazione del paese, si registrano tre grandi impianti nel 2021 con i seguenti dati:

Lukoil - capacità di 2,4 milioni di tonnellate - tasso di utilizzo del 96% nel 2021.

Petrobrazi OMV Petrom - capacità di 4,5 milioni di tonnellate - tasso di utilizzo del 97% nel 2021.

Rompetrol - capacità di 6 milioni di tonnellate - tasso di utilizzo del 58% nel 2021.

La capacità totale di raffinazione della Romania è di 12,9 milioni di tonnellate, mentre il consumo è di 13,8 milioni di tonnellate. Questa situazione crea una vulnerabilità aggiuntiva per la sicurezza energetica del paese.

Avvertenze degli esperti

L’AEI ha emesso un comunicato a nome di Dumitru Chirită, Presidente, secondo cui «sei mesi fa abbiamo avvertito che nel 2022 si intravede una tendenza all’aumento del prezzo della benzina e del diesel, che sarà un problema immensamente maggiore per i romeni rispetto all’aumento dei prezzi del gas e dell’energia, e la mancanza di misure prese in tempo da parte delle autorità per attenuarli, come avvenuto nel caso dell’energia elettrica e del gas, creerà grandi problemi».

Le conclusioni e i rischi identificati dall’AEI

L’AEI riassume i seguenti rischi:

  • «L’interruzione delle forniture attraverso il gasdotto CPC, dalla Federazione Russa (per motivi tecnici o di altra natura) che fornisce l’85% del greggio raffinato in Romania, potrebbe provocare una crisi di carburanti nel paese (dopo l’esaurimento delle scorte strategiche), rimuovendo dal mercato il 42% del fabbisogno di prodotti petroliferi.»
  • «Se si aggiunge l’interruzione delle importazioni di prodotti petroliferi provenienti da altri paesi UE che raffinano greggio russo soggetto all’embargo, si rischia di rimuovere ulteriori 7% del fabbisogno di prodotti petroliferi. In questo modo la Romania rischierebbe di rimanere senza metà del fabbisogno di benzina/diesel a seguito dell’embargo contro la Russia.»
  • «L’alternativa che il greggio kazako arrivi in Romania nel caso di interruzione delle forniture russe tramite CPC è il trasporto via nave da Tengiz (Kazakhstan) a Baku (Azerbaigian) e poi lungo condotte fino a Batumi (Georgia) e successivamente nel Mar Nero a Constanța. Questa rotta presenta svantaggi legati alla capacità di trasporto limitata e a logistica ancora insufficiente a Batumi. È importante menzionare che circa un mese fa KazTransOil ha iniziato il trasporto di greggio nel Mar Caspio, partendo dal porto di Tengiz, probabilmente anticipando una possibile chiusura della CPC. Questa rotta richiede tempo per crescere, ma comporta rischi aggiuntivi e costi di trasporto più elevati.»

Conseguenze del conflitto armato e del contenimento dei costi

Le sanzioni applicate alla Federazione Russa a seguito del conflitto in Ucraina creano timori legati all’interruzione dell’approvvigionamento e a una logistica europea più incerta, con ripercussioni anche per la Romania. In particolare, il futuro potrebbe portare problemi nell’acquisto di prodotti petroliferi, mentre la fissazione dei prezzi dei carburanti potrebbe limitare l’azione degli importatori di greggio sul mercato.

Variazioni dei prezzi benzina e diesel nel 2022

Le quotazioni della benzina nel 2022 indicano un aumento del 75% rispetto all’anno precedente, superiore anche agli aumenti registrati in Romania. Lo Stato ha tratto beneficio da questo aumento significativo, con le entrate IVA derivanti dalla vendita di benzina superiori del 40%.

Per quanto riguarda il diesel, le quotazioni sono aumentate dell’80% nel 2022 rispetto all’anno precedente, quasi raddoppiando rispetto all’aumento dei prezzi nel Paese. Per quanto riguarda il profitto dello Stato romeno, le entrate IVA derivanti dalla vendita di diesel nel 2022 sono superiori del 40%.