- 145 RON punto di multa nel 2022; 10% del salario lordo.
- Cinque classi di multa; quattro fisiche, una giuridica.
- Massime: 2900 RON per persone fisiche; 14500 RON per persone giuridiche.
- Non pagamento porta a pignoramenti salari, conti e sequestri.
Capital.ro informa che i conducenti auto sono suscettibili di sanzioni tra le più serie nel caso in cui vengano sorpresi a non rispettare le regole del traffico. Così, le autorità hanno annunciato che il valore del punto di multa si attesterà a 145 ron per tutto il 2022, questo perché non si è proceduto all’iniziativa di aumento a 255 ron. Secondo il Codice della Strada 2022, il punto di multa è del 10% del salario lordo economico del conducente auto.
Il valore di 145 ron è invariato dal 2017, quando è stato stabilito sulla base del salario lordo economico dell’epoca, ovvero 1450 ron.
Secondo capital.ro, i conducenti auto possono incorrere in un numero di cinque classi di multa. Quattro di queste si applicano alle persone fisiche, mentre la quinta riguarda le persone giuridiche.
Si menziona che la sanzione massima per le persone fisiche ammonta a 2900 ron, mentre per le persone giuridiche parliamo di un importo massimo di 14500 ron.
Enumeriamo, di seguito, le cinque classi di multa:
- Classe 1 – tra 2 e 3 punti di multa;
- Seconda classe – tra 4 e 5 punti di multa;
- Terza classe – tra 6 e 8 punti di multa;
- Quarta classe – tra 9 e 20 punti di multa;
- Quinta classe (applicabile alle persone giuridiche) – tra 21 e 100 punti di multa.
Secondo zf.ro, non tutti i conducenti auto optano per il pagamento di buon grado delle multe dal traffico. Così, in molte situazioni, tali multe vengono rimandate o addirittura non pagate, il che può portare conseguenze sfavorevoli alle persone in fallo.
È vero che per un lungo periodo l’attività di raccolta delle entrate provenienti da multe e tasse non pagate è stata eseguita a salti o addirittura non è stata eseguita affatto, sia a causa della mancanza di interesse delle istituzioni competenti, sia per la mancanza di un’infrastruttura adeguata.
Questo, nonostante ci sia sempre stato un quadro legale ben definito riguardante la procedura di recupero, vale a dire il Codice di Procedura Fiscale, approvato mediante Ordinanza del Governo n. 92/2003, ripubblicata.
Attualmente, fortunatamente, nessuno potrà più vantarsi di multe non pagate, un’iniziativa delle autorità a riguardo sta già producendo effetti. Questo è il motivo per cui, almeno di recente, si sente sempre più spesso di pignoramenti su conti, salari, o addirittura sequestro di beni, mobili o immobili.
Secondo zf.ro, dal momento in cui le autorità competenti redigono un verbale di accertamento dell’infrazione al regime di circolazione sulle strade pubbliche, l’obbligo di effettuare il pagamento della multa spetta a chi viene sanzionato, sia entro 48 ore per pagare la metà dell’importo, sia interamente dopo il termine di decadenza.
Quelli di zf.ro avvertono gli interessati: „Attenzione! Non perdere la prova del pagamento di una multa, interamente o per metà, conservala quando pagherai le tasse annuali, o richiederai varie operazioni presso l’ufficio delle tasse (alienazione di un’auto o di un immobile). Ci sono situazioni in cui il sistema informatico non registra la prova del pagamento della multa, ma solo la sua esistenza e potrebbe non consentirti di risolvere il problema per cui ti sei recato.“
Proceduralmente, le autorità di polizia si occuperanno di trasmettere il verbale di accertamento della sanzione alle direzioni fiscali entro 90 giorni dall’applicazione della sanzione. Le direzioni fiscali, a loro volta, hanno l’obbligo, al momento della ricezione, di procedere all’invio di ingiunzioni ai colpevoli.
Zf.ro avverte riguardo al termine legale dell’ingiunzione: „Attenzione! Il Codice di Procedura Fiscale non specifica un termine chiaro per l’invio dell’ingiunzione, dal momento in cui il municipio riceve il verbale dall’autorità emittente (la polizia, per quanto riguarda le multe di circolazione), quindi non può essere considerata „persa” o „dimenticata” la tua multa, se non hai ricevuto l’ingiunzione in un termine relativamente breve.“
Proceduralmente, al massimo entro 15 giorni dall’entrata in possesso dell’ingiunzione, i colpevoli devono recarsi per pagare il corrispettivo della multa allo sportello.
In merito alla possibilità di ricezione dell’ingiunzione, quelli di zf.ro avvertono: „Attenzione! La legislazione non prevede l’invio con conferma di ricezione, quindi non puoi invocare di non aver trovato il documento nella cassetta postale. Praticamente, non è proprio una procedura corretta.”
Secondo zf.ro, nel caso sfortunato in cui la sanzione non venga pagata entro il termine di 15 giorni, i municipi hanno il diritto di procedere all’esecuzione forzata. Fonti della redazione hanno dichiarato che „di regola, se si discutono somme molto grandi, risultanti dall’accumulo di un gran numero di multe nel tempo o dal mancato pagamento di somme dovute come tasse e imposte locali, si procede al sequestro di automobili o addirittura immobili. Se si tratta di multe non pagate, come nella situazione che analizziamo, e il loro importo non rappresenta una somma considerevole, di solito si ricorre a pignoramento su conti bancari o salari.
Le direzioni delle tasse e imposte locali hanno la possibilità di ottenere i conti bancari dei debitori, indirizzo e luogo di lavoro. Le banche sono obbligate a trasmettere la situazione dei conti delle persone fisiche o giuridiche alla Banca Națională a României, che può trasmettere l’elenco al Ministero delle Finanze Pubbliche e questo fornisce alle direzioni locali di raccolta alle casse locali tutti i dati di cui necessitano. In assenza di conto bancario, le direzioni locali si rivolgono all’Ispettorato Territoriale del Lavoro per ottenere informazioni sul tuo luogo di lavoro, dopo di che si procede con il pignoramento sui redditi salariali. Ma il più delle volte si effettuano controlli e indagini incrociate.”
Inoltre, zf.ro dichiara che „Il pignoramento sul salario non può superare il 30% dei tuoi redditi registrati, e il sequestro non può essere applicato sui beni necessari alla vita e al lavoro.”