- Romania ultima per qualità delle strade nell’UE, con piano autostrade ambizioso del passato
- 1967-1969 Ceaușescu pianificò 3200 km di autostrade, da realizzare dopo il 1990
- Le principali direttrici: ovest-est (Timișoara–Vama Veche), Muntenia-Moldova, Transilvania-Moldova
- Romania registra ancora il più alto tasso di incidenti mortali per milione di abitanti
La Romania si trova oggi all’ultimo posto nell’Unione Europea per qualità delle infrastrutture stradali, nonostante che oltre cinquant’anni fa esistesse un piano ambizioso per una rete nazionale di autostrade. A 33 anni dalla caduta del regime comunista, il nostro paese è alle prese con una delle infrastrutture stradali più deficitose d’Europa, sollevando domande sull’opportunità di un progetto di grande portata del passato.
Secondo un rapporto recente di Impact.ro, la Romania occupa l’ultima posizione nella classifica UE per qualità delle strade, superata persino dalla Bulgaria, che si colloca al 34° posto su 40 nazioni valutate. Questa situazione diventa ancora più preoccupante se consideriamo che il nostro paese registra il numero maggiore di incidenti stradali mortali per milione di abitanti tra i paesi europei.
La visione originale del periodo comunista
Tra il 1967 e il 1969, durante il regime di Nicolae Ceaușescu, fu elaborato un piano ambizioso per lo sviluppo delle infrastrutture stradali rumene. Il documento, redatto dai migliori ingegneri del paese di quell’epoca, prevedeva la costruzione di 3200 chilometri di autostrade che avrebbero collegato tutte le regioni della Romania.
Il piano aveva una logica geografica chiara e mirava a creare una rete coerente di trasporto rapido tra le principali zone economiche del paese. Il progetto avrebbe dovuto essere implementato dopo il 1990, dimostrando che esistevano piani a lungo termine per modernizzare l’infrastruttura.
Fonte foto: magazinsalajean.ro
Componenti principali della rete pianificata
Autostrada ovest-est
La componente forte del piano era un’autostrada che avrebbe collegato Timișoara a Vama Veche, attraversando il paese da ovest a est. Il tracciato prevedeva il passaggio attraverso:
- Drobeta Turnu Severin
- Craiova
- Alexandria
- Bucarest
Questa arteria principale avrebbe agevolato il trasporto di merci e persone tra la zona di confine con la Jugoslavia e la costa del Mar Nero, collegando i principali centri industriali del sud del paese.
Collegamento Muntenia-Moldova
Una seconda componente importante mirava a collegare Muntenia e Moldova tramite una autostrada che sarebbe partita da Ploiești e sarebbe passata per:
- Buzău
- Focșani
- Bacău
- Suceava
- Continuazione fino quasi al confine con l’Ucraina (all’epoca URSS)
Collegamento Transilvania-Moldova
Il piano prevedeva anche il collegamento tra Transilvania e Moldova, completando così il triangolo principale del paese e garantendo accessibilità ottimale tra tutte le regioni storiche.
Contesto storico e origini del piano
Sebbene documentato ufficialmente nel periodo comunista, questo piano di autostrade sembra trovare radici nel periodo tra le due guerre mondiali. L’epoca aveva già ingegneri e specialisti capaci di pensare l’infrastruttura a livello europeo.
L’implementazione di questo piano avrebbe richiesto un investimento di circa 19 miliardi di euro, una somma considerevole per l’economia romena di quegli anni. Tuttavia, il costo va valutato nel contesto dei benefici a lungo termine per lo sviluppo economico e sociale del paese.
Situazione delle infrastrutture nel 1989 e l’evoluzione post-1989
L’eredità dell’anno 1989
Alla fine del regime comunista, la Romania disponeva di soli 117 chilometri di autostrade:
- 96 km sul tratto Bucarest-Pitești
- 17 km verso la costa
- Solo alcune sezioni urbane
Progresso post-rivoluzionario
L’evoluzione dopo il 1989 è stata deludente dal punto di vista del ritmo di costruzione:
- 2004: completamento del primo troncone post-rivoluzionario (Bucarest-Fundulea-Drajna)
- 2022: circa 981 km di autostrade e strade espresse
- Presente: quasi 1000 km in totale
Questi dati posizionano la Romania molto lontano dai paesi sviluppati dell’UE:
- Spagna: 16.204 km
- Germania: 12.845 km
- Francia: 11.882 km
Impatto economico e sociale del piano non realizzato
Benefici economici mancati
L’attuazione del piano originale avrebbe potuto trasformare radicalmente l’economia romena tramite:
- Riduzione dei costi di trasporto
- Attrazione di investimenti stranieri
- Sviluppo del turismo
- Creazione di posti di lavoro nell’edilizia e nei servizi connessi
Conseguenze attuali delle infrastrutture carenti
L’assenza di una rete coerente di autostrade si riflette in:
- Costi logistici elevati per le aziende
- Tempi di viaggio eccessivi
- Inquinamento cresciuto nelle località attraversate dal traffico di transito
- Incidenti stradali frequenti sulle strade nazionali sovraccariche
Lezioni per il futuro
Il piano del periodo comunista, indipendentemente dal contesto politico in cui è stato concepito, dimostra che la Romania aveva la capacità tecnica e la visione necessarie per lo sviluppo delle infrastrutture. Il confronto con la situazione attuale solleva domande importanti sulla prioritizzazione degli investimenti pubblici e sull’efficacia dell’attuazione di progetti infrastrutturali di grande portata.
Oggi, mentre il nostro paese cerca di colmare il divario rispetto ai partner europei, l’esperienza del passato può offrire lezioni preziose sull’importanza della pianificazione a lungo termine e sull’attuazione costante di progetti infrastrutturali strategici.