- A Bucarest, pompe a 8,06 lei/litro, -0,59 rispetto a fine giugno 2022.
- Distributori rumeni hanno proposto ribassi superiori alla media europea.
- Brent intorno a 104$/barile, prezzi internazionali in calo.
- L’AIE prevede quotazioni sotto i 100$ al barile.
Il mercato dei carburanti in Romania sta attraversando una fase di volatilità pronunciata, influenzata da fattori economici globali e regionali. Nonostante le quotazioni internazionali del petrolio siano scese nell’ultima settimana, gli esperti avvertono che gli automobilisti rumeni non dovrebbero aspettarsi riduzioni sostanziali ai prezzi alla pompa nel medio termine.
Anche i prezzi al dettaglio hanno mostrato una diminuzione in molte nazioni europee, con una riduzione media intorno allo 0,5%. Sembra che, nel nostro paese, i distributori abbiano proposto ribassi al dettaglio superiori rispetto al contesto europeo.
Evoluzione recente dei prezzi dei carburanti
La diminuzione delle quotazioni di questa settimana per il titei (8%) e per la benzina (9%) ha comportato una riduzione dei prezzi dei carburanti disponibili alle pompe dei distributori in Romania. Nella capitale Bucarest, esistono pompe a 8,06 lei/litro per la benzina, il che significa che il prezzo è diminuito di 0,59 lei/litro rispetto all’ultima giornata del mese scorso (30 giugno 2022).
Questo calo dei prezzi della benzina è visibile sia in Romania che a livello europeo nella maggior parte dei paesi, con una riduzione media intorno allo 0,5%. Sembra che, nel nostro paese, i benzinaiai abbiano proposto ribassi del prezzo alle pompe superiori rispetto al contesto europeo.
Contesto internazionale del mercato petrolifero
I contratti futures sul Brent sono rimasti intorno ai 104 dollari al barile, e la settimana è attesa chiudersi con quotazioni inferiori a quelle della settimana precedente. A livello internazionale, il prezzo di riferimento è sceso di oltre il 6% finora, seguendo la tendenza del mercato delle materie prime ed essendo influenzato dai problemi di mercato che annunciano una recessione economica.
Le preoccupazioni per stabilizzare la situazione economica sono presenti a livello internazionale. Christopher Waller e James Bullard, decisori della Federal Reserve, hanno sostenuto un aumento dei tassi di interesse di 75 punti base in questo mese per ridurre l’inflazione.
I fattori che hanno determinato l’aumento dei prezzi
Dall’inizio dell’anno, il prezzo del petrolio è aumentato di circa il 35%, e questo rialzo è stato dovuto in particolare al contesto esterno influenzato dalla pandemia e, successivamente, dal conflitto bellico in Ucraina. Le catene di approvvigionamento perturbate, le sanzioni economiche e l’incertezza geopolitica hanno creato pressioni significative sui mercati energetici globali.
Nel prossimo futuro è prevista, però, una nuova crescita dei prezzi a causa della sospensione di una rotta chiave di esportazione per il petrolio kazako. La decisione è stata già presa e, fino all’individuazione di un’alternativa di trasporto del petrolio kazako, l’instabilità continuerà.
Quando scenderanno le quotazioni del petrolio?
L’AIE (Agenzia Internazionale dell’Energia) ritiene che seguirà una diminuzione delle quotazioni del petrolio al di sotto dei 100 dollari al barile. Nel nostro paese, una tale diminuzione combinata con l’aiuto di compensazione per il prezzo della benzina in vigore nei prossimi tre mesi potrebbe portare a un prezzo al distributore di al massimo 7 lei al litro.
Perché non vedremo benzina a 7 lei al litro
Purtroppo, però, ci sono anche altri fattori che influenzano l’evoluzione dei prezzi dei carburanti. Questi includono:
- Tasso di cambio: L’aumento dell’11% nella seconda metà dell’anno influisce direttamente sui costi delle importazioni di carburanti
- Costi di trasporto: Le tariffe per il trasporto marittimo e terrestre rimangono elevate
- Assicurazioni: Le premi di assicurazione per il trasporto sono aumentati significativamente
- Costi di raffinazione: Il raffinamento del petrolio greggio sta diventando sempre più costoso
- Cessazione delle misure amministrative: gli aiuti di stato saranno soppressi, eliminando un importante cuscinetto di prezzo
Anche se il prezzo della benzina in Romania potrebbe teoricamente scendere a 7 lei/litro, considerando tutti gli elementi menzionati, lo scenario più ottimista è che i rumeni possano fare il pieno a 8 lei al litro.
Prospettive a medio termine
È evidente che non bisogna dimenticare che quest’anno verrà fermata anche l’operatività del Caspian Pipeline Consortium, e questo aspetto si rifletterà sull’aumento del prezzo del petrolio. Questa infrastruttura critica trasporta circa l’1,5% della produzione globale di petrolio, e l’interruzione la renderà una fonte di tensioni aggiuntive sul mercato energetico già fragile.
In conclusione, sebbene i ribassi recenti offrano un lieve sollievo agli automobilisti rumeni, la combinazione di fattori economici, geopolitici e strutturali rende improbabile una riduzione sostenibile al di sotto di 7 lei al litro nel prossimo futuro. La gestione del budget carburante rimane una priorità per la maggior parte degli automobilisti in Romania.
sursa foto: stirileprotv.ro