- Prezzo del petrolio scende di 10 dollari al barile dal 5 luglio per recessione.
- Domanda limitata di carburanti e sciopero norvegese riducono l’offerta.
- Arabia Saudita ha aumentato i prezzi del greggio destinati all’Asia.
- G7 valuta tetti temporanei sui prezzi del petrolio russo.
Il prezzo del barile di petrolio ha registrato un calo significativo di 10 dollari al barile a partire dal 5 luglio, a seguito delle paure di una possibile recessione economica globale. Questo ribasso avviene in un contesto di domanda ridotta di carburanti e di sospensione di alcune forniture, aggravato dallo sciopero degli addetti al settore petrolifero e del gas in Norvegia.
Evoluzione delle quotazioni internazionali del petrolio
La paura di una recessione economica
Secondo Robert Yawger, direttore dei contratti futures sull’energia presso Mizuho New York, “Il mercato diventa teso, ma i prezzi scendono comunque, e l’unico modo per spiegare ciò è la paura di recessione per ogni asset di rischio”.
I contratti futures sono diminuiti contemporaneamente agli indici azionari, indicando una riduzione della domanda di petrolio. Gli investitori sono preoccupati per una possibile recessione economica, in un contesto in cui le banche centrali internazionali adottano misure drastiche per combattere l’inflazione.
Impatti europei e asiatici
In Europa, l’attività economica è notevolmente rallentata lo scorso mese, gli indicatori prevedono un possibile declino nel trimestre attuale. I consumatori hanno ridotto le spese di fronte ai costi crescenti.
La Corea del Sud sta già subendo gli effetti dell’inflazione, che a giugno ha raggiunto il livello più alto degli ultimi 24 mesi. Le autorità sono preoccupate per il rallentamento del ritmo economico e la riduzione della domanda di petrolio.
Sciopero in Norvegia
Lo sciopero degli addetti al settore petrolifero norvegese porterà a una riduzione della produzione di 89.000 barili al giorno, di cui la produzione di gas naturale corrisponde a 27.500 barili equivalenti di petrolio al giorno, secondo il produttore Equinor.
Strategie dei principali produttori
Arabia Saudita e il mercato asiatico
L’Arabia Saudita, il più grande esportatore di petrolio al mondo, ha aumentato i prezzi del greggio destinato ai clienti asiatici ad agosto a livelli record, sfruttando l’offerta limitata e la domanda elevata.
Avvertimento della Russia
L’ex presidente russo Dmitri Medvedev ha avvertito che una possibile proposta del Giappone di limitare il prezzo del petrolio russo al 50% dei valori attuali potrebbe ridurre la quantità di petrolio disponibile sul mercato, provocando aumenti di prezzo fino a 300-400 dollari al barile.
Durante l’incontro del G7, i leader hanno concordato di esplorare la fattibilità di introdurre tetti temporanei per i prezzi di importazione dei combustibili fossili russi, incluso il petrolio, al fine di limitare le risorse utilizzate per finanziare l’operazione militare in Ucraina.
Prospettive del mercato energetico
Avvertimenti della Bank of England
La Bank of England ritiene che le prospettive dell’economia mondiale si siano deteriorate significativamente a causa degli aumenti massicci dei prezzi delle materie prime, che alimentano l’inflazione e rischiano di frenare l’economia globale.
L’indice PMI per la zona euro ha toccato a giugno la lettura più bassa degli ultimi 16 mesi, con la zona euro che registra una crescita di appena lo 0,2% nel secondo trimestre.
Previsioni di Citigroup
Gli analisti di Citigroup stimano che il prezzo del barile potrebbe scendere bruscamente a 65 dollari entro la fine dell’anno e a 45 dollari entro la fine del 2023, se la recessione colpirà la domanda di petrolio. I dati storici suggeriscono che la domanda di petrolio diventa negativa solo nelle recessioni globali più severe, ma il prezzo del petrolio scende in tutte le recessioni.
Situazione in Romania e le dichiarazioni del ministro dell’Energia
Le aspettative sulla riduzione dei prezzi
La diminuzione del prezzo del barile a livello internazionale dovrebbe produrre effetti anche in Romania. Il ministro dell’Energia, Virgil Popescu, ha dichiarato che le grandi reti di stazioni di servizio hanno l’obbligo di ridurre urgentemente i prezzi dei carburanti nel contesto attuale.
Interrogato sulla persistenza dei prezzi elevati al distributore nonostante la diminuzione del prezzo del barile, Virgil Popescu ha spiegato: “È una domanda molto legittima e ci si aspetta che, dopo questa riduzione, si verifichi anche una diminuzione del prezzo della benzina. Lo dico principalmente perché la Romania produce più benzina dal petrolio di quanta ne consuma e siamo esportatori netti di benzina; il prezzo del barile è sceso, dovrebbe seguire una diminuzione del prezzo della benzina, ma anche per quanto riguarda il gasolio dovrebbe seguire una diminuzione, anche se qui noi importiamo metà della quantità che la Romania consuma; la produzione di gasolio è minore del consumo e la quotazione del gasolio non è scesa nello stesso rapporto, ma è scesa anche lì”.
Caratteristiche del mercato romeno dei carburanti
La Romania si trova in una situazione particolare sul mercato dei carburanti:
- Benzina: la Romania produce più benzina di quanta ne consumi internamente ed è esportatrice netta
- Gasolio: il nostro paese importa circa metà del fabbisogno di gasolio consumato
- Questa differenza nella bilancia commerciale influisce su come i prezzi internazionali si riflettono sulla pompa
Appello alle reti di distribuzione
Il ministro ha aggiunto che nel periodo seguente dovremmo assistere a un aggiustamento dei prezzi dei carburanti: “L’ordinanza non è stata obbligatoria, è stata volontaria; chi ha voluto partecipare in modo volontario l’ha fatto fin dall’inizio di questa riduzione dei prezzi. Penso che vedremo nel prossimo periodo anche una correzione al ribasso dei prezzi dei carburanti. Vedremo nei prossimi giorni, perché dobbiamo verificare se nei prossimi giorni accade qualcosa di buono per il prezzo della benzina e poi per quello del gasolio, o forse contemporaneamente. Sarebbe normale, sarebbe corretto, che le grandi reti di stazioni di servizio che dovrebbero essere corrette nei confronti dei cittadini romeni agiscano di conseguenza. Nel momento in cui cala il costo di acquisto, bisogna diminuire anche il prezzo, proprio come quando è aumentata la quotazione del petrolio, hai alzato la quotazione del gasolio”.
Conclusioni
La diminuzione del prezzo del barile di petrolio di 10 dollari rappresenta un cambiamento significativo nel mercato energetico globale, determinato dalle paure di una possibile recessione economica. Pur essendoci pressioni affinché tali tagli si riflettano sui prezzi alla pompa in Romania, resta da vedere con quale rapidità e in che misura i distributori di carburanti adatteranno i prezzi per i consumatori finali. La situazione particolare della Romania, in quanto esportatrice di benzina e importatrice di gasolio, rende l’impatto differenziato per i due tipi di carburante.