- Francia vieta pubblicità sui fossili con multe da 20k a 100k€, recidiva raddoppia.
- Gas naturale non vietato ancora; modifiche legislative previste dall’estate 2023.
- Greenpeace e altri critici dicono che la legge ha scappatoie.
- Obiettivo UE: pressioni ambientaliste mirano a porre fine ai motori a combustione interna.
Secondo Euronews, la Francia si distingue e diventa il primo paese europeo a sanzionare fino a 100.000 euro le pubblicità sui combustibili fossili, a seguito dell’entrata in vigore di una nuova legge climatica. La legge si riferisce ai prodotti derivati dai combustibili fossili, tra cui il petrolio o l’energia prodotta dalla combustione del carbone.
Secondo ro.ripleybelieves.com, “I combustibili fossili sono composti di idrocarburi formati attraverso processi naturali, come la decomposizione anaerobica di organismi morti che avviene nel corso di molti anni - fino a milioni di anni. Durante il periodo di formazione, gli strati di materia sono esposti ad alta pressione e calore, risultando in tre principali forme di combustibili fossili: petrolio, carbone e gas naturale.”
L’inquinamento è un fenomeno che da alcuni anni mette in discussione l’esistenza stessa dell’umanità a lungo termine, i cui effetti stanno iniziando a farsi sentire sempre più di recente. Che si parli di effetto serra, assottigliamento dello strato di ozono o della crescente incidenza delle malattie polmonari, le emissioni di sostanze nocive nell’atmosfera lavorano, purtroppo, a nostro sfavore.
È anche per questo motivo che, a livello internazionale, si stanno cercando soluzioni urgenti e radicali riguardo alla fine dell’era dei motori a combustione interna, con il futuro rappresentato dai motori elettrici.
Secondo digi24.ro, se in Francia le pubblicità sui combustibili fossili sono sanzionate fino a 100.000 euro, la situazione non è la stessa per quanto riguarda il gas naturale, per il quale le pubblicità sono ancora consentite. Saranno apportate modifiche legislative anche in questa direzione, a partire dall’estate del 2023.
Coloro che non si conformeranno a questi obblighi legali saranno passibili di multe che partono da 20.000 euro, arrivando fino a 100.000 euro, con la recidiva sanzionata con il doppio di queste somme.
Questa nuova previsione legale è stata adottata in Francia a seguito delle pressioni prolungate delle organizzazioni ambientali a livello dell’Unione Europea, tra cui l’organizzazione Greenpeace.
I critici del settore ritengono che questa previsione legale non sia abbastanza rigorosa e consenta numerose scappatoie. Così, secondo il comunicato su Twitter emesso da Greenpeace, “Leggerete ovunque che le pubblicità sui combustibili fossili sono, da ora, vietate, ma questo non è vero!”
Secondo le fonti digi24.ro, gli attivisti accusano il fatto che le pubblicità per il gas naturale non siano state vietate allo stesso modo; inoltre, le pubblicità per le sponsorizzazioni di eventi sono ancora consentite.
Ci sono anche opinioni secondo cui questa legge supera i limiti, tanto più nel contesto economico sfavorevole attuale in cui i costi della vita sono molto elevati.
Per quanto riguarda i fornitori, si lamentano del fatto che non hanno la possibilità di avvertire i clienti nel momento in cui il carburante subisce modifiche di prezzo.
Resta da vedere quale sarà la reazione internazionale e quali paesi adotteranno l’iniziativa della Francia nel prossimo futuro.