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Diesel vs Benzina vs Ibrido nel 2025 – tendenze e confronti
Consigli utili

Diesel vs Benzina vs Ibrido nel 2025 – tendenze e confronti

Riepilogo
  • Nel 1° trimestre 2025 quasi il 60% delle auto nuove è elettrificato
  • La quota diesel+benzina scende sotto il 40%
  • HEV domina 35,5%, BEV 15,2%, PHEV 7,6%; elettrificati 59,2% a marzo
  • Diesel consuma 15–20% in meno, ma manutenzione e prezzo influenzano i costi complessivi

Il mercato automobilistico europeo è in piena trasformazione. Nel primo trimestre del 2025, quasi il 60% delle auto nuove erano elettrificate (ibride o completamente elettriche), mentre la quota combinata di diesel e benzina è scesa sotto il 40%. Ad esempio, i dati di ACEA/Reuters mostrano che nel gennaio-febbraio 2025 gli ibridi HEV (senza ricarica alla presa) dominavano con il 35,5% del mercato, seguiti dalle auto a benzina (28,7%) e quelle diesel (9,5%). Nello stesso periodo, le BEV rappresentavano il 15,2% e gli ibridi plug-in il 7,6%. La situazione è chiara anche nelle statistiche di marzo 2025: i veicoli elettrificati (BEV+HEV+PHEV) totalizzavano il 59,2% delle immatricolazioni, ben oltre il 49,1% di un anno prima. Grafico: Evoluzione della quota di mercato per tipo di motorizzazione (UE, T1 2025 vs T1 2024) – gli ibridi e le elettriche aumentano significativamente la loro quota, mentre diminuiscono diesel e benzina.

Consumo di carburante e costi di utilizzo

Le motorizzazioni diesel offrono di solito un consumo inferiore di ~15–20% rispetto alle equivalenti a benzina, grazie al rendimento termico superiore. Tuttavia, le cifre ufficiali (WLTP) sottostimano il consumo reale: un rapporto della Commissione Europea mostra che le auto a benzina e diesel consumano in realtà ~20% in più di quanto indicato dai test standard. In pratica, il vantaggio del diesel dipende dall’uso. Il consumo dell’ibrido in regime urbano può essere sensibilmente più basso (perché il motore elettrico prende parte del carico), ma il modello ibrido è più pesante e più costoso all’acquisto.

Dal punto di vista del costo totale (TCO), gli studi dimostrano che non esiste una regola generale: “tutto dipende dal modello, dal chilometraggio annuale, dai costi di acquisto e manutenzione e dal valore residuo”. Così, alcuni modelli diesel risultano vincenti solo a percorrenze molto elevate, mentre molti motori a benzina e ibridi convenzionali possono essere più vantaggiosi per l’uso urbano. Dall’inizio della guerra in Ucraina, il diesel non è sempre più economico della benzina – i loro prezzi sono fluttuati e la manutenzione di un motore diesel (filtro antiparticolato, AdBlue) è più costosa. Inoltre, ADAC osserva che, nelle condizioni attuali di prezzi moderati dei carburanti e tariffe elevate per le stazioni di ricarica pubbliche, ”i modelli con motori convenzionali risultano generalmente migliori nel calcolo dei costi”.

Prestazioni (potenza, coppia, accelerazione)

In generale, un motore diesel moderno di media cilindrata (es. ~2.0 l turbo) sviluppa una potenza simile a un motore a benzina equivalente, ma genera molta più coppia a bassi regimi. Ad esempio, un simile diesel può raggiungere ~400 Nm sotto i 2000 giri, mentre un TSI a benzina produce ~300 Nm a regimi più elevati. Risultato: i veicoli diesel tirano meglio a basse velocità (ideale per trainare roulotte o trasporti pesanti), e l’accelerazione iniziale può essere più pronta. I motori a benzina mostrano vantaggi a regimi elevati (velocità massime leggermente superiori) e hanno una curva di coppia più piatta.

I sistemi ibridi (HEV) combinano un motore a benzina, di solito più piccolo, con uno o più motori elettrici. Offrono coppia istantanea grazie al motore elettrico – accelerando bene da fermo – e bassi consumi in città (il motore elettrico assume molti compiti nel traffico stop‑and‑go). Di norma, tuttavia, gli ibridi hanno accelerazioni leggermente più modeste a velocità elevate a causa della trasmissione CVT e della massa aggiuntiva della batteria. Oltre al modello HEV convenzionale ci sono anche le varianti mild-hybrid (MHEV) con sistemi 48V, che aggiungono solo un piccolo accumulatore e un motore elettrico di traino minimo – riduzioni del consumo di carburante moderate (~5–10%) a costi tecnici bassi.

Vantaggi principali:

  • Diesel: consumi più bassi (specialmente in autostrada), elevata coppia a bassi regimi, lunga durata del motore.
  • Benzina: costi iniziali e di manutenzione più bassi (senza DPF/AdBlue), risposta rapida alle accelerazioni, rumore e vibrazioni ridotti.
  • Ibrido HEV: superiore economia nei traffici urbani, zero emissioni locali a basse velocità (motore spento in sosta), coppia elettrica istantanea. Mild-hybrid: simile al diesel per costi minimi aggiuntivi e moderato miglioramento del consumo nella guida mista.

Manutenzione e affidabilità

I motori convenzionali moderni (benzina o diesel) sono, in generale, robusti. I diesel hanno componenti aggiuntivi come il filtro antiparticolato (DPF) e il sistema di riduzione catalitica selettiva (SCR con AdBlue), che possono richiedere pulizie a intervalli larghi, e le riparazioni sono costose. I motori a benzina hanno più componenti di accensione (candele, bobine) da mantenere, ma non hanno il DPF. Inoltre, i motori a benzina sono più leggeri e hanno una risposta termica più rapida in regime freddo.

Gli ibridi hanno due sistemi di propulsione e un accumulatore ad alta tensione: la maggiore complessità può aumentare potenzialmente i costi di manutenzione. Tuttavia, la realtà è che molti ibridi (specialmente quelli di Toyota/Lexus) sono riconosciuti per l’affidabilità dei sistemi ibridi (le batterie NiMH vengono con garanzie estese e raramente cedono precocemente). Al contrario, i veicoli 100% elettrici hanno in linea di principio meno parti mobili (non esiste un motore termico, una trasmissione convenzionale, un alternatore, ecc.), quindi una struttura più semplice. Il governo britannico osserva che i conducenti adottano veicoli elettrici e plug-in anche perché “sono più economici da gestire, eccellono nella guida e sono molto più semplici nella manutenzione”.

Deprezzamento e valore residuo

Le auto diesel si deprezzano ora più rapidamente di quelle a benzina, a causa della domanda in diminuzione e delle crescenti restrizioni nei centri urbani. Gli investitori e gli acquirenti che anticipano le norme future (Zone a Bassa Emissione, divieti) pagano già prezzi più bassi per i diesel usati. Al contrario, gli ibridi e i nuovi EV sono stati sostenuti da sussidi e dall’interesse degli acquirenti, così che, negli ultimi anni, alcuni modelli ibridi popolari mantengono meglio il loro valore.

Regolamenti e divieti per il diesel

Molte grandi città europee hanno adottato misure rigide contro il diesel. Per esempio, nel 2016 Parigi, Madrid e Atene – insieme a Città del Messico – hanno deciso di vietare le auto diesel entro il 2025, promuovendo allo stesso tempo veicoli meno inquinanti e mobilità alternativa. In Germania, Amburgo è diventata la prima città che ha vietato i diesel di vecchie generazioni su importanti viali. In Italia, Milano ha esteso le zone con severe restrizioni (Zone a Traffico Limitato) che escludono la maggior parte dei motori diesel Euro 6. A livello nazionale, Germania e Francia hanno annunciato che entro il 2030 tutti i veicoli commerciali e passeggeri dovranno avere emissioni zero (quindi praticamente ban per i camion diesel entro il 2030).

L’Unione Europea sta già consolidando la politica “zero emissioni” per tutti i nuovi autoveicoli. Attraverso il pacchetto “Fit for 55”, i leader dell’UE hanno finalizzato un accordo secondo cui, a partire dal 2035, tutte le nuove auto e i veicoli commerciali venduti in UE dovranno avere emissioni di CO₂ zero (praticamente elettrici o con combustibili a carbonio neutro). La regola intermedia è che entro il 2030 le nuove automobili dovranno ridurre le emissioni medie del 55% rispetto al 2021. Molti stati membri vanno anche oltre: ad esempio, il Regno Unito ha annunciato che vieterà la vendita di nuove auto a benzina/diesel già dal 2030 e consentirà solo veicoli con propulsione 100% elettrica fino al 2035. In parallelo, le autorità locali stanno espandendo le zone con accesso consentito solo ai veicoli a basse emissioni (Ad esempio Zone a Basse Emissioni Ultra Low Emission Zone a Londra, ZTL a Roma, parcheggi dedicati agli EV ad Amsterdam, ecc.).

Alternative dominanti nei prossimi anni

Il classico diesel sta terminando la sua era – l’evoluzione del mercato e la politica energetica mostrano chiaramente che il futuro è elettrico e ibrido. I veicoli completamente elettrici (BEV) e gli ibridi plug-in stanno prendendo sempre più il posto delle motorizzazioni convenzionali. La crescente domanda di BEV (sostenuta da modelli più accessibili) e di ibridi ha portato a crescite a due cifre delle loro vendite nel 2024–2025. Nelle condizioni attuali, questi fattori fanno sì che i motori diesel siano costantemente in ritirata.

Riformulando le conclusioni: a breve termine, se percorri molti chilometri all’anno e fai principalmente lunghi viaggi in autostrada, un moderno diesel può ancora essere economico; tuttavia i suoi vantaggi sono diminuiti dai divieti imminenti e dai costi di manutenzione elevati. Al contrario, per l’uso urbano e misto, gli ibridi (mild o full) risparmiano molto carburante senza necessitare di infrastrutture di ricarica e possono essere una buona transizione verso la motorizzazione “verde”. Nel prossimo futuro, sempre più acquirenti opteranno per BEV – questi promettono costi di esercizio ridotti e sono incoraggiati dai regolamenti – e indipendentemente dal tipo, l’ibrido con ricarica alla presa e quello completamente elettrico domineranno gradualmente i portafogli dei produttori. Già, i funzionari notano che la popolazione considera i veicoli elettrici “più economici da mantenere, piacevoli da guidare e più semplici come meccanica”.