- I sensori di parcheggio avvertono ostacoli durante le manovre di parcheggio
- Esistono due tipi: ultrasuoni ed elettromagnetici, funzionano in modo diverso
- Ultrasuoni: misurano distanza, avvertono con toni acustici e LED/LCD
- Elettromagnetici: montaggio interno, non richiedono foratura; segnale aumenta con avvicinamento
Sappiamo tutti che molti conducenti sono messi in difficoltà quando si tratta di effettuare un parcheggio laterale o in retromarcia. Per questo motivo, sul mercato sono comparsi i sensori di parcheggio, per aiutare i conducenti a parcheggiare un veicolo con molta facilità.
Cosa sono i sensori di parcheggio?
I sensori di parcheggio o sensori di prossimità per veicoli stradali sono progettati per allertare il conducente di ostacoli durante il parcheggio. Attualmente sul mercato esistono due tipi di sensori di parcheggio, a ultrasuoni ed elettromagnetici e, anche se entrambi fanno la stessa cosa, lo fanno in modi diversi.
Sensori di parcheggio a ultrasuoni
Questi sistemi sono dotati di rilevatori di prossimità a ultrasuoni per misurare le distanze dagli oggetti vicini tramite sensori posizionati nel paraurti anteriore e/o posteriore.
I sensori emettono impulsi acustici, con un’unità di controllo che misura l’intervallo di ritorno di ogni segnale riflesso e calcola le distanze degli oggetti.
Il sistema avverte a sua volta il conducente con toni acustici, la cui frequenza indica la distanza dell’oggetto, con toni più rapidi quando un ostacolo si avvicina e un tono continuo che indica una distanza minima predefinita. I sistemi possono includere anche ausili visivi, come letture LED o LCD per indicare la distanza dell’oggetto.
I sensori posteriori possono essere attivati quando il conducente seleziona la retromarcia e disattivati non appena viene selezionata qualsiasi altra marcia. I sensori anteriori possono essere attivati manualmente e disattivati automaticamente quando il veicolo raggiunge una velocità predeterminata, per evitare avvertenze successive.
Poiché i sistemi a ultrasuoni si basano sulla riflessione delle onde sonore, è possibile che il sistema non rilevi oggetti piatti o oggetti insufficientemente grandi da riflettere il suono - ad esempio, un palo stretto o un oggetto longitudinale puntato direttamente verso il veicolo. Inoltre, un oggetto morbido con forte assorbimento sonoro può essere molto difficile da rilevare.
Sensori di parcheggio elettromagnetici
Il sensore di parcheggio elettromagnetico (EPS) è stato reinventato e brevettato nel 1992 da Mauro Del Signore. I sensori elettromagnetici si basano sul veicolo che si muove lentamente verso l’oggetto da evitare. Una volta rilevato un ostacolo, il sensore continua a segnalare la presenza dell’ostacolo anche se il veicolo si ferma. Se il veicolo riprende il movimento, il segnale di allarme diventa più forte man mano che l’ostacolo si avvicina. I sensori di parcheggio elettromagnetici sono facili da montare e non richiedono la foratura del paraurti, offrendo un design unico che si monta discretamente sulla parte interna del paraurti, mantenendo intatto l’aspetto del veicolo.
Quindi, sia che tu sia un principiante o che incontri difficoltà quando vuoi parcheggiare un’auto, soprattutto se vivi in una città molto affollata, i sensori di parcheggio sono la migliore scelta per evitare piccoli incidenti.